Rigopiano, si apre il processo di secondo grado: sentenza il 9 febbraio

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L’AQUILA – Al via oggi in Corte d’Appello il processo per la tragedia dell’Hotel Rigopiano di Farindola che il 18 gennaio 2017 fu travolto e distrutto da una valanga. Nel disastro morirono 29 persone fra ospiti e dipendenti, undici furono i superstiti. L’appello è stato proposto dalla Procura di Pescara, che ha impugnato la sentenza emessa dal gup del capoluogo adriatico a febbraio scorso relativamente a tutte le posizioni per le quali era stata chiesta condanna in primo grado e per cui c’è stata assoluzione. A proporre appello anche alcune delle parti civili. Prima udienza oggi con la Costituzione delle parti, la relazione del Presidente e quella della Procura Generale. Dal 13 dicembre la parola alle Parti Civili appellanti, a seguire gli imputati appellanti che avranno a disposizione anche le udienze successive. Il dispositivo della sentenza è previsto per il 9 febbraio. Il procedimento davanti al gup si era concluso con cinque condanne e 25 assoluzioni. In particolare, sono stati condannati il sindaco di Farindola, Ilario Lacchetta, a due anni e otto mesi di reclusione, il dirigente del settore viabilità della Provincia di Pescara e il responsabile del servizio viabilità dell’ente, Paolo D’Incecco e Mauro Di Blasio (tre anni e quattro mesi di reclusione ciascuno), l’ex gestore dell’albergo della Gran Sasso Resort & Spa, Bruno Di Tommaso, e Giuseppe Gatto, redattore della relazione tecnica per l’intervento sulle tettoie e verande dell’hotel (sei mesi di reclusione). Assolti in primo grado, tra gli altri, l’ex prefetto di Pescara Francesco Provolo, l’ex presidente della Provincia di Pescara Antonio Di Marco e soggetti appartenenti a varie istituzioni, Regione, Provincia, Comune e Prefettura. Nel corso del processo l’accusa – rappresentata dal procuratore capo, Giuseppe Bellelli, e dai pm Andrea Papalia e Anna Benigni – aveva chiesto 26 condanne, per un totale complessivo di 151 anni e mezzo di reclusione, e quattro assoluzioni.